Il Decreto Rilancio (cioè la Legge 77/2020) ha previsto lo sconto immediato in fattura e la cessione del credito non solo per gli interventi agevolati con il Superbonus 110%, ma anche per quelli rientranti nell’ecobonus tradizionale, nel bonus ristrutturazioni e nel bonus facciate.

Ciò significa che chi desideri ammodernare il proprio bagno nel 2021 è molto fortunato, poiché può contare su numerose detrazioni per la ristrutturazione e sulla proroga della legge di bilancio. Ma il decreto rilancio ha introdotto un’altra importante novità: la possibilità di usufruire per la ristrutturazione del bagno dello sconto in fattura o della cessione del credito, invece della detrazione nel 730.

A questi bonus è poi possibile sommare il cd. bonus idrico o bonus bagno. Analizziamoli nel dettaglio, dopo aver chiarito quali sono i bonus e le detrazioni “di base” e come queste interagiscono con gli ulteriori benefit aggiunti negli ultimi anni.

Quali sono i bonus e le detrazioni per rifare il bagno pre-esistenti?

Per la ristrutturazione del bagno si può usufruire delle detrazioni 2021 che rientrano nell’ormai famoso bonus ristrutturazioni. Si tratta di una detrazione del 50% sulle spese effettuate per la ristrutturazione edilizia di singoli edifici e di parti comuni di edifici condominiali.

Come è noto, le disposizioni in materia delimitano confini ben precisi entro i quali muoversi in termini di interventi da effettuare. E anche nel caso dei lavori per il bagno vale la stessa regola.

Le spese per gli interventi di rifacimento del bagno in una casa ristrutturata sono detraibili al 50%: le condizioni sono tre.

  1. L’acquisto o l’assegnazione dell’unità abitativa deve essere avvenuto o avvenire entro i 18 mesi;
  2. L’immobile acquistato o assegnato deve far parte di un edificio sul quale sono stati eseguiti interventi di restauro e di risanamento conservativo o di ristrutturazione edilizia riguardanti l’intero edificio. L’agevolazione trova pertanto applicazione a condizione che gli interventi edilizi riguardino l’intero fabbricato e non solo una parte di esso, anche se rilevante;
  3. L’immobile deve essere inteso come singola unità immobiliare e l’agevolazione non è legata alla cessione o assegnazione delle altre unità immobiliari, costituenti l’intero fabbricato, così che ciascun acquirente può beneficiare della detrazione con

il proprio acquisto o assegnazione.

In caso di stipula del compromesso, infine, è indispensabile che il rogito avvenga entro i termini previsti.

Il decreto Rilancio, però, aggiunge una novità: il nuovo bonus al 110% è infatti dedicato ad alcuni interventi ben precisi. Si tratta della sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti negli edifici unifamiliari o nelle parti comuni degli edifici e l’isolamento termico con materiali isolanti che rispettino i criteri ambientali minimi.

Sconto in fattura o cessione del credito

Lo sconto in fattura o della cessione del credito può essere esercitato per le spese sostenute nel 2020 e 2021, anche in relazione a uno stato di avanzamento dei lavori. Ciò significa che, anche se avete iniziato la ristrutturazione prima che fossero disponibili questi bonus, potete usufruirne per lavori già in itinere purché corrispondenti ad almeno il 30% o il 60% dell’intervento.

Il credito corrispondente al superbonus può essere ceduto ai fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi o ad altri soggetti, cioè persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti, istituti di credito e intermediari finanziari.

Il credito di imposta, che non può essere oggetto di ulteriore cessione, è utilizzato in compensazione attraverso il modello F24 e fruito in dieci quote annuali di pari importo. Attenzione: la quota di credito d’imposta non utilizzata nell’anno non può essere fruita negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso. Non si applica il limite generale di compensabilità per i crediti di imposta e contributi, pari a 700mila euro (elevato a 1 milione di euro per il solo anno 2020), né il limite di 250mila euro applicabile ai crediti di imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi. Non si applica nemmeno il divieto di utilizzo dei crediti in compensazione, in presenza di debiti iscritti a ruolo per importi superiori a 1.500 euro.

Attenzione: lo sconto in fattura può essere erogato solo attraverso il rifacimento dell’impianto idrico. Questa è l’opera principale, che dà accesso alla detrazione secondo la legge. Da questa poi, derivano le altre opere e in particolare la possibilità di ristrutturare il proprio bagno.

Sulla questione del rifacimento dell’impianto, un intervento considerato spesso oneroso e invasivo, torneremo in un approfondimento futuro. Qui ci limitiamo a ribadire come, con la competenza dei nostri esperti e collaborando attivamente con il cliente, DocciaTime possa prontamente intervenire e risolvere – grazie a questi incentivi – problematiche che possono essere gravi quali perdite, otturazioni, ecc.

Cos’è il bonus bagno o bonus idrico?

Il bonus bagno o bonus idrico è un contributo di 1.000,00 euro, fino ad esaurimento delle risorse, erogato per:

  • Fornitura e posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a sei litri e relativi sistemi di scarico, comprese le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti
  • Fornitura di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.

Le modalità di richiesta del bonus idrico saranno stabilite da un decreto di prossima pubblicazione. Sappiamo per certo che il bonus idrico non costituisce reddito imponibile del beneficiario.

Come organizzare la ristrutturazione?

Una ristrutturazione può rivelarsi un’operazione più semplice del previsto, oltre che non particolarmente costosa, se si hanno le idee chiare e se il progetto di lavoro viene ben programmato. In caso contrario, ristrutturare il bagno richiede un grande impegno in termini di risorse e di tempo impiegato.

Ecco allora che la prima cosa da fare è decidere dove intervenire: limitarsi a sostituire le piastrelle del pavimento o cambiare i sanitari, se trasformare il box doccia in una vasca o rifare gli impianti idrico ed elettrico. I tre aspetti da prendere preliminarmente in considerazione sono le dimensioni del bagno, la posizione dei tubi esistenti e dei cavi elettrici, le misure dei sanitari.

Poi, in base agli spazi e alle preferenze, decidere la posizione dei sanitari e le loro caratteristiche. Ma con il nostro aiuto sarà tutto più semplice e il tempo dei lavori sarà certamente inferiore.

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Docciatime è specializzata nel comprendere i tuoi desideri e i tuoi bisogni per progettare insieme la miglior ristrutturazione per te. Tu ci dici come la vorresti, quali spazi hai a disposizione e di quali accessori hai bisogno: noi la realizziamo esattamente così e la “cuciniamo” sulle tue richieste.

I nostri tecnici saranno a tua disposizione e, dopo aver preso le metrature del tuo bagno, ci aiuteranno a delineare la soluzione più adatta per te e per soddisfare le tue esigenze. Infine lavoreremo insieme per capire quali bonus richiedere e come godere dei massimi vantaggi per rifare il tuo bagno.

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